L'Azienda

Roberta, titolare dell'Azienda, si è occupata per anni di conservazione di beni artistici e culturali. Ritiene, però, ci sia un gran bisogno di valorizzare e tutelare anche beni paesaggistici e territori. E questo è il suo impegno prioritario, da quando ha scelto di trasferirsi in questo angolo di Appennino. Dopo aver avviato una collaborazione con l'Istituto Professionale Agrario " Luigi Spallanzani" di Monteombraro che, col supporto del Dirigente e dei suoi tecnici, ha dato una spinta fondamentale a far sì che l'idea si trasformasse in progetto, si è dedicata anima e corpo alla realizzazione dell'impresa: coltivare zafferano in una zona collinare svantaggiata, non tradizionalmente vocata, ma comunque adatta allo scopo. Il paziente e duro lavoro che richiede non l'hanno spaventata, ma indotta piuttosto a raccogliere con coraggio la sfida. Nella sua attività è supportata dal marito Alessandro e dalla figlia Olivia. Anche gli studenti dell'istituto agrario, attraverso tirocini formativi, danno il loro valido contributo.


Passione ed entusiasmo sono cresciuti via via con la conoscenza più approfondita della lunga storia e dei tanti impieghi che la pregiata spezia ha avuto nel corso del tempo. Ammirazione e meraviglia hanno suscitato le raffigurazioni antiche, che testimoniano, assieme alle fonti scritte, la grande considerazione in cui era tenuto lo zafferano presso le antiche civiltà, per le sue diverse proprietà medicamentose, rituali e tintorie. Noi oggi l'apprezziamo per lo più per il suo uso in cucina, ma ricerche e studi scientifici recenti stanno dando risultati incoraggianti circa i possibili impieghi terapeutici.

IL PASSATO

Conservazione è un termine ricorrente nella vita di Roberta: dal lavoro di restauro che l'ha occupata per oltre 25 anni, soprattutto su dipinti ed affreschi, motivo della fascinazione esercitata su di lei dalla pianta, utilizzata anche nella pittura come colore; al periodo in cui ha dovuto impegnarsi in famiglia nella conservazione della memoria di sé, dei tanti ricordi e momenti belli di una vita, che una malattia terribile tragicamente cancella .

L'OGGI

Da qualche tempo Roberta si diverte a conservare i prodotti della terra e la tradizione antica, ereditata dai genitori, ma risalente alle origini della storia dell'uomo, della raccolta e del consumo dei suoi frutti spontanei, nel rispetto delle risorse naturali e avendo ben presente l'importanza che riveste oggi la conservazione delle biodiversità. Produce conserve, marmellate, frutti ed erbe essiccate, al momento solo per il piacere suo, di parenti ed amici. Infine, l'obiettivo ultimo del suo impegno attuale di conservazione è contribuire a conservare la bellezza di territori e paesaggi, promuovendone la fruizione attraverso un turismo lento e aderendo a progetti di salvaguardia e manutenzione, in particolare della sentieristica locale.

Conservare la bellezza, che genera benessere, dovrebbe essere un nostro compito primario e un dovere. La bellezza del paesaggio, in primo luogo. Scrive Marguerite Yourcenar: “Non c’è nulla di più fragile dell’equilibrio dei bei luoghi. Le nostre interpretazioni lasciano intatti persino i testi, essi sopravvivono ai nostri commenti; ma il minimo restauro imprudente inflitto alle pietre, una strada asfaltata che contamina un campo dove da secoli l’erba spuntava in pace creano l’irreparabile. La bellezza si allontana; l’autenticità pure.”



IL FUTURO

Parallelamente alla coltivazione dello zafferano e di altre colture da porre in rotazione, avremmo intenzione di avviare la ristrutturazione di un magazzino, ex stalla granaio, all'interno del borgo, da destinare in parte a laboratorio per la trasformazione, vendita e degustazione dei prodotti dell'azienda ed in parte a foresteria. Questo ci permetterebbe, avendo sottoscritto la “carta dell’accoglienza” promossa dall’Unione dei Comuni Montani medio e alto Reno, di offrire ospitalità ai visitatori interessati all’attività dell’azienda, compresa la possibilità di partecipare alla raccolta e "sfioratura" dello zafferano, oltre che agli escursionisti di passaggio lungo gli itinerari proposti in zona, Piccola Cassia e  Linea Gotica tra i principali, senza dimenticare quello enogastronomico.

In tutto ciò, ci guida il desiderio di recuperare un modo di vivere più in linea coi ritmi biologici naturali, all’insegna della sostenibilità e della ricerca di una felicità fatta di piccole cose, in adesione ai principi fondatori del movimento della decrescita di S.Latouche. Egli definisce col termine “opulenza frugale” lo stile di vita dell’uomo che oggi ambisce a meno consumi materiali e più ricchezza interiore, meno “ben essere” e più “ben vivere”, ripensando il suo rapporto con la natura e l’idea di sviluppo che sin qui ha sostenuto. Tornare a coltivare la terra, vivere dei suoi prodotti, rispettando l’ambiente e promuovendo uno sviluppo ecocompatibile è l’obiettivo che ci siamo dati, al seguito di tanti altri che, in questi ultimi anni, hanno intrapreso lo stesso percorso.